La strada romana che il tempo ha dimenticato
La Via Clodia attraversava il cuore dell'Etruria interna, tra laghi vulcanici, forre di tufo e necropoli rupestri. Oggi è un cammino di sette tappe nella Tuscia più autentica: questo sito la racconta, tappa dopo tappa, con tutta la sua storia e i consigli per percorrerla.
Una strada minore. Ed è proprio questo il suo fascino.
A differenza delle grandi consolari come l'Aurelia e la Cassia, tra le quali correva, la Via Clodia non collegava Roma a province lontane: serviva i centri dell'Etruria interna, le acque termali del lago di Bracciano, le città di tufo della Tuscia. Per questo gli antichi la consideravano una strada di interesse locale, e per questo oggi è un tesoro: il suo tracciato non è stato cancellato dalle strade moderne, e in più punti il basolato originale affiora ancora tra i campi.
Camminare la Clodia significa attraversare borghi medievali nati sulle stazioni romane, scendere in forre scavate dagli etruschi, dormire in paesi dove il turismo è ancora un'eccezione. È un viaggio breve nei chilometri e lunghissimo nel tempo: ogni tappa attraversa almeno tremila anni di storia.
Perché camminarla
Basolato romano originale sotto i piedi, il Ponte del Diavolo di Blera, la necropoli rupestre di Norchia, la faggeta UNESCO di Monte Raschio, l'arrivo scenografico a Tuscania. E quasi mai un altro camminatore all'orizzonte.
Per chi è
Per chi ama i cammini lenti e poco battuti, l'archeologia vissuta come paesaggio e la cucina della Tuscia. Le tappe vanno dai 12 ai 21 chilometri: servono gambe allenate ma non esperienza alpinistica.
Le sette tappe da Roma a Tuscania
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La Storta – Galeria Antica
La prima tappa lascia alle spalle la periferia romana nel punto in cui la Clodia si separava dalla Cassia, e si addentra nella campagna dell'Arrone fino alla città fantasma di Galeria.
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Galeria Antica – Bracciano
Dalla valle dell'Arrone si sale verso il lago di Bracciano, l'antico Lacus Sabatinus, fino al borgo dominato dal castello Orsini-Odescalchi.
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Bracciano – Oriolo Romano
Tappa breve e ombrosa attraverso la faggeta monumentale di Monte Raschio, patrimonio UNESCO, fino al borgo rinascimentale di Oriolo Romano.
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Oriolo Romano – Barbarano Romano
Si entra nel cuore della Tuscia rupestre: forre, tagliate etrusche e l'arrivo a Barbarano Romano, porta del parco Marturanum.
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Barbarano Romano – Blera
Tappa breve ma densissima: si cammina sul basolato originale della Clodia e si attraversa il ponte romano del Diavolo prima di salire a Blera.
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Blera – Norchia – Vetralla
La tappa più lunga e selvaggia, con la deviazione verso Norchia, la "Petra d'Etruria", e l'arrivo a Vetralla ai piedi dei monti Cimini.
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Vetralla – Tuscania
L'ultima tappa del tracciato certo: una lunga traversata tra colline cerealicole fino alla città d'arte di Tuscania e alle basiliche di San Pietro e Santa Maria Maggiore.