La parte pratica del viaggio
La Clodia è un cammino semplice da organizzare, ma attraversa un territorio rurale dove i servizi vanno pianificati con un minimo di anticipo. Qui trovi tutto l'essenziale: quando partire, come arrivare, dove dormire e cosa portare.
Quando partire
Le stagioni migliori sono la primavera, da metà marzo a fine maggio, e l'autunno, da metà settembre a inizio novembre. In primavera le forre sono al massimo del verde e i pianori si coprono di fioriture; in autunno la luce radente esalta il tufo e le faggete di Monte Raschio regalano il foliage più bello del Lazio. L'estate è sconsigliata sulle tappe lunghe e scoperte tra Blera, Vetralla e Tuscania, dove l'ombra scarseggia e le fontane sono rare; chi parte comunque nei mesi caldi deve muoversi all'alba e raddoppiare le scorte d'acqua. L'inverno è percorribile nelle giornate asciutte, ma i fondovalle delle forre restano fangosi a lungo dopo le piogge.
Come arrivare e come tornare
Il punto di partenza, La Storta, si raggiunge da Roma in circa mezz'ora con i treni regionali della linea FL3 in direzione Viterbo. La stessa linea serve Anguillara, Bracciano e Oriolo Romano, il che rende molto semplice sia percorrere le prime tappe in giornata sia rientrare in caso di necessità. Da Tuscania, punto d'arrivo, gli autobus regionali Cotral collegano in meno di un'ora Viterbo, da cui si rientra a Roma in treno o autobus. Per il weekend archeologico, Barbarano Romano, Blera e Vetralla sono anch'essi serviti dalle autolinee Cotral da Viterbo e da Roma Saxa Rubra.
Dove dormire e dove mangiare
Tutti i paesi di fine tappa offrono almeno una possibilità di pernottamento tra bed and breakfast, agriturismi e piccoli alberghi, ma i numeri sono ridotti: nei fine settimana di primavera e nei ponti conviene prenotare con almeno un paio di settimane di anticipo. Bracciano e Tuscania sono i centri più attrezzati; Barbarano e Blera puntano sugli agriturismi del circondario, spesso disposti a venire a prendere il camminatore a fine tappa. La cucina è quella schietta della Tuscia: acquacotta, lombrichelli, carni della maremma laziale, nocciole dei Cimini e i vini delle denominazioni locali. Lungo le tappe, invece, i punti di ristoro sono quasi assenti: il pranzo al sacco va preparato la sera prima o acquistato al mattino nei forni e negli alimentari dei paesi.
Equipaggiamento e segnaletica
Non serve attrezzatura da alta montagna, ma serve attrezzatura seria: scarpe da trekking con suola scolpita, indispensabili sui fondi argillosi delle forre, almeno due litri d'acqua a persona nelle tappe lunghe, bastoncini per i guadi e le discese ripide, e una mantella per la pioggia in primavera e autunno. La segnaletica del cammino è presente ma non uniforme: ai segnavia bianco-rossi dei sentieri si alternano frecce e cartelli delle associazioni locali, e in alcuni tratti aperti conviene affidarsi alla traccia GPS, scaricabile dai siti delle associazioni che curano il percorso. Una mappa offline sul telefono e una batteria esterna completano la dotazione.
Sicurezza e buone pratiche
Il cammino non presenta pericoli oggettivi particolari, ma attraversa zone di pascolo brado dove si possono incontrare mandrie maremmane e cani da guardiania: la regola è aggirare gli animali a distanza, senza correre e senza gesti bruschi. Le aree archeologiche aperte come San Giuliano e Norchia si visitano con la responsabilità che meritano, restando sui sentieri e senza toccare le superfici scolpite. In caso di emergenza il numero unico è il 112; conviene salvare anche i contatti dei parchi regionali attraversati, Bracciano-Martignano e Marturanum, utili per informazioni aggiornate sulla percorribilità dei sentieri.
La scheda del cammino
| Partenza | La Storta (Roma), stazione FL3 |
|---|---|
| Arrivo | Tuscania (VT) |
| Lunghezza | 109 km in 7 tappe |
| Periodo migliore | Da metà marzo a maggio e da metà settembre a inizio novembre |
| Difficoltà | Escursionistica: fondi sconnessi nelle forre, dislivelli collinari |
| Fondo | Sterrate, sentieri, tagliate etrusche, tratti di basolato, brevi tratti asfaltati |
| Mezzi pubblici | Treno FL3 fino a Oriolo Romano, autobus Cotral per i paesi della Tuscia |
| Emergenze | Numero unico 112 |